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CINEMATIK.IT - IL GIOCO DEL CINEMA

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Public Enemies, di Micheal Mann
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Attore

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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 23:57, 7 minuti fa


Se ce la spassiamo così tanto oggi perché pensare al domani?

Nel cinema di Micheal Mann ciascuno prima sceglie la propria via e poi ne deve pagare le conseguenze. È fatale.
Affrontando il personaggio di John Dillinger (interpretato da un ottimo Johnny Depp, maturo, e ripulito dai tic della sua mimica), nemico pubblico numero uno secondo J. Edgar Hoover, direttore del Bureau of Investigation, il regista di Chicago ricostruisce perfettamente l'atmosfera dell'America anni 30, non perdendo un grammo della propria poetica, ma anzi investendola pienamente nei lati della storia più vicini al suo modo di fare cinema. In un'operazione che si pone in maniera speculare a quella di Andrew Dominik e del suo recupero malickiano dell'altrettanto mitica figura di Jesse James (entrambi antieroi di due momenti di passaggio, di frontiera), Mann tratta l'epoca d'oro dei fuorilegge e del gangster movie con l'algida immediatezza del digitale, provocando una violenta vertigine mortifera che si contrappone al vitalismo a perdere delle vicende di Dillinger e soci.
"Nemico pubblico" è ovviamente segnato dalla figura del proprio protagonista: astuto rapinatore di banche, ma soprattutto leggenda "bigger than life", tanto che negli anni della Grande Depressione sembrava quasi un Robin Hood moderno. Mann non vuole cantarne il mito, sarebbe anche troppo facile; Dillinger, per quanto possa apparire affascinante e per quanto il suo comportamento sembri seguire un codice, è un gangster, e i buoni stanno da un'altra parte. Forse.
L'(anti)eroe e la sua nemesi (il segugio Melvin Purvis, presentatoci alla grande, quando ammazza in un frutteto Pretty Boy Floyd) corrono su binari paralleli, sono persone che rimangono sole coi propri dubbi, fermate a un passo dal raggiungimento dei propri obiettivi (il classico "ultimo colpo" per Dillinger, essere il primo a beccare il nemico pubblico n.1 per Purvis). Stavolta il cortocircuito manniano propende dalla parte di Dillinger, poiché Purvis (un Bale perfettamente ingessato), di certo non malefico, è troppo pulito e imbalsamato per poter competere col carisma da ribelle senza causa di John. Lo scarto è prodotto poi dall'aura romantica del primo e dal freddo controllo del secondo: il loro duello a distanza (al contrario di quanto succede in "Heat - La sfida" non vi sarà mai un reale "faccia a faccia") è quello del Sistema che tenta di eliminare con ogni mezzo a sua disposizione un'anomalia, una scoria impazzita di un mondo che si vuole lasciare alle spalle. La fine è nota.

Oltre alla padronanza della macchina da presa che riconferma Mann uno dei migliori registi in circolazione, con "Nemico Pubblico" si toccano picchi tecnicamente esaltanti: ricostruzione scenografica dettagliatissima, fotografia di Dante Spinotti che vola altissima, montaggio e sonoro che nelle scene d'azione si imprimono con potenza sulla retina e bucano i timpani.
La cornice del gangster movie, la sua grammatica non è usata per fare del vintage ma per essere superata: l'uso prepotente della camera a mano dà, insieme al digitale, la giusta dose di frenesia e immediatezza, che non ha tempo per la pulizia (scavalcamenti di campo, errori nei raccordi) ma si dedica piuttosto a granitici primi piani e alla composizione di profondità di campo stordenti.
Mann, con modalità assimilabili a quanto aveva fatto negli anni 80 con "Strade violente" e "Manhunter" che, insieme a "Vivere e morire a Los Angeles" di Friedkin, lanciavano le nuove coordinate per il poliziesco più nero degli anni a venire, sta nuovamente passando sotto il suo setaccio il cinema americano: in principio fu la notte losangelina di "Collateral" e, dopo il cielo tempestoso di "Miami Vice", è arrivata la Chicago d'acciaio di "Nemico pubblico". Noir, poliziesco, film gangster: i generi ritrovano nuova forma, una nuova estetica e una modernità impensabile per una storia - se si pensa a quella di Dillinger - che era già stata raccontata diciassette volte tra cinema e tv. Tutto ciò proseguendo un percorso autoriale ben definito, che trova nei personaggi e nello studio antropologico il proprio baricentro. Lontano dai dilemmi morali dell'ormai leggendario Eastwood, l'umanità di Mann si muove lungo tappe obbligate, lungo strade destinate a incrociarsi.
E ci sarebbero parole da spendere anche per l'ennesima storia d'amore impossibile della carriera del regista: a Billie Frechette (una Marion Cotillard, che si vede poco ma convince abbastanza), donna di Dillinger rimasta sola, non resta che piangere in carcere, mentre l'agente che ha sparato a John dice (inventando?) che le ultime parole del suo uomo erano state per lei: « Dì a Billie "Bye Bye, Blackbird" ». Con una porta che si chiude si descrive tutta la solitudine provocata dalla perdita.

Nei film di Micheal Mann capita spesso una sequenza che sembra quasi una pausa nella narrazione, con connotazioni metafisiche; l'esempio perfetto è in "Collateral": il taxi di Max si arresta all'improvviso e Vincent guarda rapito un coyote che attraversa la strada a L.A., di notte. Prima della catarsi.
In "Nemico Pubblico" avviene in maniera incredibilmente straniante: Dillinger/Depp, ormai solo e braccato, entra nella stazione di polizia e arriva pure nelle stanze della squadra che gli dà la caccia, guarda le foto segnaletiche, le foto dei suoi amici deceduti, chiede informazioni su una partita, dopodiché se ne va. Il Bureau aveva già avuto la soffiata che gli sarebbe costata la vita: Dillinger quella sera sarebbe andato al cinema. Un agente reclutato da Purvis, più simile a uno sceriffo del vecchio West, intuisce anche il film che va a vedere: tra Shirley Temple e un film di gangster come "Manhattan Melodrama", avrebbe sicuramente scelto il secondo. Così è: lo ritroviamo in sala, rapito da Clark Gable nella parte di un uomo che aveva scelto la strada sbagliata, ma che decide di pagare per le sue azioni: "Muori come hai sempre vissuto".
Il Dillinger di Mann è pronto, il suo sguardo è già dentro lo schermo, è (di) nuovo cinema.

 
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view post Posted on 20/11/2009, 13:45Quote
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Cinematikino D.O.C.

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Applausi per Noodles.

Nelle sale:
MASTERS OF HORROR III


a Natale: Kettor
nel 2010: Il Monaciello; Il sentiero dorato



II Semestre 2009: Oh no! E' ancora inferno verde! (MB); The Griffin's Incident (6); Il sole su Napoli (MB); Terza Repubblica (6); Cavallo nero carbone (8); Sinfonia di morte (7); Qual è il tuo nome (7,5); Navi a perdere (7); Gigantic Attack! (6); Gli incubi di Arkham (7); Dementia (5,5); Zombie's Feast (7); Snuff (7); Weird Tales 3 (7); Tim Burton's Rocky Horror Picture Show (5,5); Madhouse (7,5); I lupi muoiono in silenzio (7); After Dark (7,5); Raptor; 3000; Tutti i miei amici sono supereroi (6,5); La fiera dei serpenti; Darker Than Black(7); Baby Face (7)

Al Festival: Nella prossima puntata (7,5); Moses (7); Inferno Western (9).
 
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Attore

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se posso dirlo, non ne sono molto soddisfatto (evabè che non lo sono mai... :rolleyes: ). l'ho consegnata manco 48 ore dalla visione e già ora ci sarebbero parecchie cose che...boh. e mo' mi sono fissato che devo rivederlo (ringrazio carlo per il magico link che mi ha passato :P). comunque grazie.


PS: ovviamente il giudizio sul film non cambia, eh. anzi queste due settimane hanno ampliato la sensazione di capolavoro che ho. si tratta di un film col quale si dovrà confrontare chiunque voglia riprendere in mano il genere e che esteticamente è già proiettato nel futuro.

Edited by Mr.Noodles - 20/11/2009, 13:58

 
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view post Posted on 20/11/2009, 13:57Quote
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Al di là della bellissima recensione di Peppe (e io dirò la mia presto), perchè ci sono sempre delle lodi ai recensori che finiscono il pezzo con frasi tipo "questo è cinema" o "il senso del cinema"? :lol:

Secondo semestre '09
The Griffin's Incident; Oh, no! E' ancora Inferno Verde!; Il sole su Napoli; III Repubblica; Qual'è il tuo nome?; Cavallo nero carbone; Navi a perdere; Sinfonia di morte; Weird Tales 3; Gigantic Attack; Gli incubi di Arkham; Zombie's Feast; Snuff; Masters of Horror 3; Tim Burton's RHPS.
 
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view post Posted on 20/11/2009, 14:02Quote
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Attore

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ahahah, perchè fa fico suppongo. però io non l'ho fatto! :lol:

 
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view post Posted on 20/11/2009, 14:40Quote
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Attore

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Ma Clint alla fine lo ha visto?


C H I M E R A . F I L M S
PROSSIMAMENTE

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AL CINEMA

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view post Posted on 20/11/2009, 15:25Quote
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Stuntman

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 21:18


CITAZIONE (Andrew. @ 20/11/2009, 14:40)
Ma Clint alla fine lo ha visto?

sì sì, l'ho visto, ne parlerò a breve

Nelle sale...
SINFONIA DI MORTE
Un film di Ridley Scott



Prossimamente nelle sale...
DARKER THAN BLACK
Un film di Andy e Larry Wachowski
 
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view post Posted on 23/11/2009, 16:54Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 2/12/2009, 14:56


...beh, complimenti a Nood per la recensione, la più corposa di tutto il topic. Si vede che ti è piaciuto davvero il film.
Io però mi trovo in parte d'accordo con Gabro. Il film non era male, ma additare al capolavoro mi pare eccessivo. Nonostante sia un'amante del genere gangster, Nemico pubblico mi sa di film già visto: John Dillinger, è un personaggio appartenuto alla realtà, la sua storia già si conosceva, non trovo originalità oppure colpi di scena profondi.
E' la tipica storia di un gangster al quale lo spettatore non può fare a meno di affezionarsi. Tifa per lui dall'inizio, lo segue nei suoi malaffari e lo vede vivere la storia d'amore, che egli si ostina a portare avanti senza pensare minimamente alle conseguenze di tutto. L'inizio del film mi è apparso in realtà troppo veloce: in pochi minuti vediamo la sequenza delle rapine in banca, la cattura e la fuga dalle prigioni. Poi il film comincia a scorrere più lento e non mancano scene divertenti, come quelle in cui Dillinger è diventato quasi un'icona per il mondo contemporaneo. Queste sono le scene che mi hanno fatta sorridere: John a modo suo è visto come un eroe, non come un criminale ed è persino un onore riuscire ad avere una foto con lui. :D


"Dreams do come true..."
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view post Posted on 24/11/2009, 12:36Quote
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Attore

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CITAZIONE (dove83 @ 23/11/2009, 16:54)
Nonostante sia un'amante del genere gangster, Nemico pubblico mi sa di film già visto:

è ovvio che sappia di già visto. la grandezza di Mann sta nel ripercorrere l'intera mitologia (americana, gangster), renderla propria smantellandola (Dillinger non è un violento donnaiolo, ma un professionista solitario che cerca disperatamente il proprio posto nel mondo) e plasmando un nuovo modello di cinema.

 
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Stuntman

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Status: Online: ultima azione eseguita alle ore 23:41, 22 minuti fa


CITAZIONE (Mr.Noodles @ 24/11/2009, 12:36)
CITAZIONE (dove83 @ 23/11/2009, 16:54)
Nonostante sia un'amante del genere gangster, Nemico pubblico mi sa di film già visto:

è ovvio che sappia di già visto. la grandezza di Mann sta nel ripercorrere l'intera mitologia (americana, gangster), renderla propria smantellandola (Dillinger non è un violento donnaiolo, ma un professionista solitario che cerca disperatamente il proprio posto nel mondo) e plasmando un nuovo modello di cinema.

Il messaggio di Mann è chiarissimo: ti faccio vedere come si dicono le stesse cose in modo diverso. Detto altrimenti: il valore di nemico pubblico sta tutto in questa nuova grammatic adel digitale che Mann sta pian piano forgiando ad uso e cosnumo dei posteri. In questo senso il confronto tra Depp e Gable nel cinema più che narrativo è programmatico: narrativamente è smepre la stessa pappa. ma guarda la differenza a livello di linguaggio; è una sfida alla storia del cinema quella di Mann. Detto ciò e riconsocendo il valore di questo discorso, nonchè il valore di Mann che sul digitale dà una pista a tutti: dopo un po' che palle, però...

Film Letti e recensiti:

Blankets (6-)
Lucidi corpi (6=)
Pan y balas (7+)


Film non letti:

La legge di Tom Wheeler


Film recuperati per il torneo dei 90:

Heat - la sfida ****1/2
Film Blu *****
M.Butterfly *****
Fight Club ****
Il silenzio degli innocenti *****
Fargo *****
Edward mani di forbici ****1/2
L'esercito delle 12 scimmie ****
America oggi *****
Quei bravi ragazzi *****
Rosetta **** 1/2
Crocevia della morte **** 1/2
 
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view post Posted on 24/11/2009, 14:40Quote
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Attore

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CITAZIONE (piccettino! @ 24/11/2009, 13:50)
Il messaggio di Mann è chiarissimo: ti faccio vedere come si dicono le stesse cose in modo diverso. Detto altrimenti: il valore di nemico pubblico sta tutto in questa nuova grammatic adel digitale che Mann sta pian piano forgiando ad uso e cosnumo dei posteri. In questo senso il confronto tra Depp e Gable nel cinema più che narrativo è programmatico: narrativamente è smepre la stessa pappa. ma guarda la differenza a livello di linguaggio; è una sfida alla storia del cinema quella di Mann.

è così, ovvio. ma non solo. Mann non perde mai di vista i propri personaggi e la propria storia: mi pare che la ricostruzione mitografica di Dillinger sia davvero un'altra cosa. Mann è un autore sottile, lo è da sempre, non ha bisogno delle sottolineature: quella che racconta è un'epoca di frontiera, dove tutto sta cambiando: la polizia usa altri metodi, il Sistema si sta evolvendo (si veda come la libertà dei rapinatori va pian piano restringendosi e il campo sia invaso dai poliziotti; tra l'altro tale escalation contraddice la realtà storica perchè furono in parecchi i gangster che sopravvissero a Dillinger, a partire da Pretty Boy Floyd che nel film muore all'inizio). Dillinger entra come professionista solitario ed esce di scena (dal cinema) come leggenda: la sua consapevole morte (come ha scritto Mauro Gervasini, Dillinger che si rispecchia in Gable è come Nanà di "Vivre sa vie" che guarda "La passione di Giovanna d'Arco" :wub: ) è il punto di approdo del processo (altro parallelo che m'è venuto ora: il finale di "Io sono leggenda" di Matheson, l'essenza è quella). se la strada che percorre Mann fosse solo (meta)cinematografica, "Nemico Pubblico" non sarebbe il film straordinario che è.



CITAZIONE
dopo un po' che palle, però...

in senso narrativo? :P

 
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40 replies since 4/3/2009, 16:07
 
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